16/mag/2012

Il pagliaccio del burlesque non è mai morto...

Il terrore che prima o poi, "il non morto ancora" (purtroppo), riaffiori all'improvviso, da qualsiasi parte, anche da un insospettabile tombino e, dichiari al mondo che lui, "E' IL SALVATORE", è latente in tutti noi.

Pennywise, non è umano, ma è “qualcos'altro”. 
E' morto, si certo, forse, non ancora, ma non proprio, non del tutto... Una cosa è certa: ce lo ritroveremo tra i cosiddetti a breve come uno dei peggiori dei nostri incubi, che si materializza all'improvviso, pronto a darci il colpo di grazia, iniziando con le sue invettive contro i comunisti, le toghe rosse... ma soprattutto tormentandoci con le sue squallide barzellette che non hanno mai fatto ridere nessuno. Quando questo accadrà? Non lo sappiamo di preciso, se fra qualche settimana, qualche mese, o l'anno prossimo, l'incubo riaffiorerà ancora come quei film dell'orrore dove il cattivo sembra morto, ma non è morto del tutto, e quella che sembra l'ultima scena, diventa la penultima o forse la terzultima, perché proprio in quelle ultime scene l'horror tocca l'apice. Se si trattasse solo di un film horror, rimarremmo incollati al video fino all'ultimo istante, ma v'è di più, la realtà, come si sa supera la fantasia: se l'incubo si dovesse nuovamente materializzare, altro che incollati al video, rimarremo tutti spiaccicati al suolo! 
Chi ha visto il film “IT” tratto da un famoso romanzo di Stephen King? Una delle scene più terribili del film è ambientata proprio vicino a un tombino che, nell'inesauribile fantasia dell’autore, diviene un posto terrificante in cui si nasconde un pagliaccio, Pennywise che è l’incarnazione dell’anima cattiva della città, non certo un essere umano, e che può assumere qualunque aspetto. Il clown si nutre delle cattive vibrazioni della città di Derry e ogni ventotto anni torna in superficie per divorare bambini. Il titolo del romanzo indica il pronome personale inglese usato per le cose che non hanno un’anima e che non appartengono alla categoria umana: Pennywise, infatti, non è umano, ma è “qualcos'altro”. 
Ho riflettuto molto sulla metafora dell’anima cattiva, che ciclicamente, sbuca fuori anche da un tombino, forse anche nell'Italia di oggi aleggia ancora come un incubo, quell'anima  diabolica che a volte assume i tratti dell'uomo burlone, divertente, donnaiolo, altre volte assume invece l'abito del ducetto, del dittatore in vestaglia, del capitano del vascello pirata pronto a depredare con la sua intera ciurma un'intera nazione. Nel film, quest’anima cattiva, s’incarna in un simpatico clown con due occhi azzurri, una grossa bocca rossa e una testa a forma d’uovo con buffi ciuffi di capelli sui lati. Un pagliaccio che si prende gioco degli abitanti della cittadina e all'improvviso svela la sua demoniaca forma con conseguenze già note, per chi avesse visto il film, o intuibili per chi conoscesse un po’ questo genere di romanzi. Una metafora incredibile, per certi versi intrigante. Ho provato anche a immaginare chi potesse essere quel “pagliaccio” che si è impadronito della nostra comunità, inquinando tutto, la politica, l'economia, la giustizia... corrompendo con i suoi programmi televisivi le giovani generazioni... 
Forse, quel “pagliaccio” sorridente è per davvero quella presenza demoniaca, pronta a sbucare nuovamente dal tombino, per darci il colpo di grazia... 

3 commenti:

  1. Il terrore che prima o poi, "il non morto ancora" (purtroppo) , riaffiori all'improvviso, da qualsiasi parte, anche da un insospettabile tombino e, dichiari al mondo che lui, "E' IL SALVATORE", è latente in tutti noi.

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  2. Lui, quel panzone demoniaco della "camicia con i baffi" e suo marito conduttore di "Amichi", Bersanetor, Baffino, Napisan e porei continuare, sono tutti servitori di Satana. Altro che presenze demoniache. Sai bene a quale crocchia appartengono vero ? E andiamo su!

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  3. .

    ..e certo !E proprio per questa crocchia al servizio di It,che il timore aumenta!

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